Un piano a lunghissima scadenza

sabato, novembre 21, 2009

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Per il 25000, invece, ancora non hanno deciso.
Grande TuttoSport.

Woland

Alessandro Di Marino

sabato, novembre 21, 2009

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Salve ragazzi! Con colpevole ritardo vi informo che... Alessandro ha deciso di venir fuori!

E' nato nella notte tra domenica e lunedi (16 novembre), alle 2.13. Pesava (alla nascita) 4,2kg per 51 cm di lunghezza.

Il parto non è stato dei più semplici ma alla fine mamma e bimbo stanno bene. Grazie a tutti per i commenti ai post precedenti e a presto!




Se vi interessano, altre foto le ho pubblicate qui.

Ciao!

Pestekkorna

Come portare i Fascisti al Governo

venerdì, novembre 20, 2009

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So che non ce n'era alcun bisogno, ma se qualcuno avesse ancora dei dubbi, suggerisco di vedersi questo video, in cui c'e' il nostro caro Borghezio che tiene una lezione sull'infiltrazione politica ai neofascisti francesi.
E, senza sapere di essere ripreso, spiega come, con nuove e subdola tecniche, il fascismo e' tornato al potere.

E-TIGER

Ciao Egitto

mercoledì, novembre 18, 2009

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Cari amici bloggisti, vi dico sinceramente che non si puo' morire senza prima aver fatto una immersione nel Blue Hole, a Dahab, 100 km a nord si Sharm. Il "buco blu" e' anche chiamato "cimitero dei sub" - la qual cosa non aiuta. Ma solo perche' e' un cerchio di barriera corallina, con un nucleo centrale che piove a picco fino a 100 metri di profondita'. C'e' un cunicolo che buca il cerchio, sotto l'acqua, a circa 60 metri, e porta fuori, nel mare del Golfo d'Aqaba. Qualcuno, poco esperto, ha tentato l'impresa, senza successo...


Quando fai snorkeling, hai la barriera corallina al fianco, poi giri la testa e il muro di corallo cade apicco nel niente, nel blu senza ritorno. A volte, quasi volando su quel blu buio, vedi un'ombra da lontano, o un luccichio, e sai che e' un pesce. Spesso preghi che non sia l'ultimo che vedrai. Ma e' una sensazione impagabile - specie dopo che la guida ti dice "Togliti la fede dal dito, perche' ai Barracuda non piace..." (sono atei? mah...)
Al Blue Hole siamo arrivati in cammello - vi assicuro che portare Alice in cammello e' stato un incubo e fantastico. Un incubo perche' il cammello e' scomodo come una Alfa Arna con gli ammortizzatori scarichi, e Alice pareva dovesse cadere da un momento all'altro; fantastico, perche' Alice aveva un lecca lecca che ha tenuto stretto per tutti i 45 minuti di cammellata, e voleva darlo al cammello, "baubau" (per lei tutti gli animali fanno baubau). Poi mi stringeva, e mi diceva "papa'" e poi "wow!". E io mi squagliavo, lo ammetto.

Prima abbiamo fatto un ameno giretto per le tende beduine della zona desertica antistante Sharm. In una jeep Toyota che il boss dell'agenzia aveva descritto come "molto confortevole". E che s'e' rivelata confortevole come un'asta appuntita tirata su per il deretano mentre Bondi ti recita una poesia delle sue. Mentre la jeep sfilava per le montagne silenziose - dove abbiamo assaggiato un te' appena preparato - ti rendevi conto che e' ovvio che il padreterno ti dia le tavole della legge da queste parti. Lo suggerisce la stasi quieta e ieratica di queste alture, e il crack che vendono i beduini.


Domani torniamo nelle fresche lande irlandesi. Dopo aver assaggiato il pollo arrosto, stesi in un ristorante prospiciente il grande buco blu che guarda sui monti sauditi, dove un gatto ha rubato l'ultimo pezzo di carne ad Alice, che ha iniziato a rincorrerlo e urlargli qualche bestemmia italoirlandese per farsi restituire il maltolto. Invano.

Torniamo migliori, perche' abbiamo visto cose che danno speranza. Quindi piu' carichi - e piu' incazzati di prima. Ai prossimi post.

Woland

Sui taxi

martedì, novembre 17, 2009

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I Taxi a Sharm. L'eterna lotta dell'uomo contro l'uomo. Sul campo di battaglia del prezzo giusto.
Potete fingere di sottrarvi all'agone - e diverrete inglesi o americani, ovvero carne da macello. Ho visto inglesi pagare per dieci minuti di taxi l'equivalente del valore dell'auto nella quale venivano trasportati. L'agone e' una droga: se inizi, poi vuoi arrivare fino in fondo. E possono volerci ore. Ma non puoi perdere.

Fondamentale e' da dove parti. Questo l'ho imparato in Marocco. Lui ti dira' un prezzo folle, ma la follia del prezzo ti dira' chi hai di fronte. Tu porrai il limite inferiore: non sara' troppo basso, per non schernire l'avversario e farlo fuggire, ne' troppo alto, altrimenti finirai inchiappettato. Devi sentire il limite inferiore dentro di te, come una voce divina. E poi, puoi partire alla rincorsa del prezzo giusto. Quando tu ribatti il prezzo, l'egiziano se ne va quasi incazzato, quasi come se gli avessi stuprato la madre davanti agli occhi. Se sei novello, abbocchi e dici "poverino, l'ho mortificato". Hai la tentazione, ma devi fermarti un secondo. Basta un secondo e, tornato a voltarsi, ti dira': "Ma scusa, amico, hai pensato bene?... Buon prezzo..." Significa che e' fatta: la sfida e' accettata.

Io ho preso accordi con un tassista di Sharm vecchia, si chiama Allaua (Dolce, in italiano). 40 lire egiziane a corsa (5 euro) per Nabq-Sharm e dintorni. Allaua e' tranquillo, scuro ma con gli occhi verdi. Sa cosa vogliamo e dove portarci. Un giorno squillo al telefono, ma non risponde. Aspetto fuori al resort, ma niente. Non voglio perdere tempo. C'e' un taxi fuori al resort. Mi avvicino. "Senti, io sto aspettando un taxi. Ho un accordo per 35 pound egiziani (baro). Ma mi fa aspettare. Se tu ne prendi 35, vengo con te". Il mio primo approccio e' sempre in inglese. E' una tecnica masochista: siccome lo parlo discretamente, ed ho una barba nera con la pelle bianca d'Irlanda (tanto che uno mi ferma, ieri, e mi fa: "Senti, amigo, ma lo sai che assimigli a Ali' Baba'?"), mi scambiano per inglese - ovvero, per uno da massacrare. Il tassista mi deride. "Ma sei pazzo? Questa e' la lomousine del resort (una Mitsubishi...) qui il prezzo e' fisso, 25 pound". Dice "pound", senza specificare "egiziani". Ovvero: vorrebbe scucirmi piu' di 50 euro. Io sorrido. "Ah, scusa. Va bene, aspetto"

Tre, due, uno...

"Ma siccome tu sei un amico, posso farti 50 pound egiziani". Tac! Sei venuto all'amo. Il tassista chiama al cellulare, esce qualcuno dall'albergo. Parlano in arabo, con quella cadenza che fa apparire anche una dichiarazione di pace universale alla stregue di un ultimatum prima di uno sterminio, e poi si fanno avanti in due: "Guarda, ti stiamo facendo un favore, massimo 50 pound, e' un favore perche' hai un bambino". Io faccio finta di niente: "Io non vi sto costringendo. Vuol dire che aspetto". I due sentono sfuggire la preda. "Ma, amico, il prezzo e' il minimo, in una lomousine..." Allora accelero: "Senti, secondo me tu lavori per il resort, e prendi le corse a nero quando ti capita, con questo che ti fa il palo. Che dici: 35 pound egiziani, e vai cor tango?"

I due si guardano. "Va bene". Entriamo in macchina. Il tizio entra in corsia, e si avvia verso Na'ama bay. Poi mi guarda dallo specchietto retrovisore. "Ehi, look, one question: you are not English?..." "No, sono napoletano". "Ah, ecco, lo sapevo..."


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Allaua stasera ci porta a Sharm vecchia. Si contrappone alla nuova, tutta costruita per i turisti, ma molto ben tenuta e curata nei dettagli. Il mercato vecchio che attraversiamo stasera, con Alice che dorme, ricorda un po' i suk marocchini, ma con meno frastuono. Si capisce di cosa stiamo parlando quando, svoltato a destra, vediamo un enorme babbo natale e un negozio che vende luminarie per gli alberi. Nella penisola del Sinai. (Come se Coppola, a Napoli, vendesse accessori per il ramadan)

Allaua porta con se' "un fratello". Per Allaua sono tutti fratelli. Ne avro' contati una decina dall'inizio della vacanza. Questo, dice, "domani deve partire. Per tre giorni va fuori, a Socadiglio". Io e Sara immaginiamo subito un piatto spagnolo a base di pesce. E chiedo: "Dove si trova?" Allaua parlotta italiano. Lui mi guarda come a dire: ma da dove vieni? "Ma come? C'e' Israel, Socadiglio, Iraq..." Io cerco di immaginarmi una cartina, ma non sono granche' in geografia, lo ammetto. E il piatto spagnolo a base di pesce continua a campeggiare nella mia mente. Chiedo: "Ma sono musulmani?" "Si si!" "Il Pakistan? " "No" "L'Iran" "No no". Poi il fratello, che non parla altra lingua fuorche' l'arabo, mi da' un badge magnetico, e dietro c'e' l'indirizzo dell'ufficio: Riyad. Solo allora, come un demente, mi viene in mente l'Arabia Saudita - che gli arabi pronunciano Sa 'udiyya, con una specie di aspiratissima e fortissima ch tra la a e la u, per cui viene fuori Sach(u)diya. Il fratello continua a spiegarmi cose in arabo, ma molto lentamente - come se la lentezza facilitasse la mia comprensione. Capisco solo una cosa: dice sempre "mefish anglis, mefish french" intendendo che non parla una cacchio di lingua. Allora faccio "Ma mefish significa no?" Allaua urla di giogia, mi da' il cinque: "Bravo, amico! Eheh Bravo!" Cosi', stasera, di ritorno a Nabq, ho imparato la mia prima parola araba. Almeno credo.

Woland

Serata ideale

lunedì, novembre 16, 2009

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Prima: gelato.

video

Poi: uva (con annesso conato-rutto, e via questi pompelmi).

video

Infine: corsa sfrenata tra i narghile (all'inizio panoramica dei simil-morti seduti al te(a)tro tenda del villaggio. Poi, una macchia nera che imperversa tra i tavolini al suono di "A little less conversation" di Elvis).


video

Woland

Bagno d'umiltà

domenica, novembre 15, 2009

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Ogni tanto è utile farne qualcuno, penso che valga per tutti, me compreso. Scendere dai piedistalli su cui, con merito o meno, si viene posti aiuta vedere le cose in modo più obiettivo.
Oggi vorrei proporre un bel bagnetto per uno dei miei giornalisti preferiti, Marco Travaglio.

La questione è un po' lunga, ma cercherò di riassumerla per non annoiarvi troppo.
Il 6 Novembre il "Fatto Quotidiano", a cui sono abbonato on-line, pubblica questo articolo a firma della Borromeo, che dipingeva l'Italia come il primo paese europeo per consumo di droga. Già da subito c'era qualcosa sui numeri che non mi quadrava tanto, ma ero in viaggio e non ho dato peso alla cosa. Successivamente è uscito un post di Fabio Chiusi, blogger sempre molto interessante e della cui scoperta ringrazio Gilioli, in cui venivano smentite molte delle affermazioni della bella Beatrice.
Alla richiesta di chiarimenti, fatta alla redazione del giornale, segue uno scambio di mail tra la giornalista e il blogger, ma sostanzialmente senza nulla di fatto, fino a stasera...

Sì, perché stasera esce un pessimo post di Travaglio in uno dei suoi blog (si fa fatica a seguirli tutti), nel quale sostiene, senza portare ulteriori argomenti, la stessa (insufficiente) posizione della Borromeo nella mail a Chiusi. Ma Travaglio, non contento dell'inutile difesa, apostrofa come imbecilli coloro che "non se ne fanno una ragione"...
Abbastanza stranito dal post lo faccio presente nei commenti del blog di Chiusi, il quale, giustamente piccato, non tanto per l'imbecille, perché immagino che Travaglio si riferisse ad altri, ma probabilmente per la supponenza e arroganza mostrata, risponde con un nuovo post "all'umile giornalista".

to be continued...?

E-TIGER

In itinere

domenica, novembre 15, 2009

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Mentre immagino Audrey supina sul letto delle doglie, e ricordo quei momenti pieni di ogni bene, sperduti sulle cime avellinesi, mi piace parlarvi delle lunghe coste a meridione nella penisola del Sinai, Sharm El Sheik, tra Egitto e Arabia Saudita, dove la famigliola si rinfresca le pacche in queste ore.

Le due immagini sono connesse, perche' ai miei occhi sono due inni alla vita - anzi, il mio vuole essere un'ode al movimento che in tutte le nostre esistenze ci sta cambiando, in un mondo di stasi mortale. Quando, nei taxi che per due euro ti portano dove vuoi, percorriamo lo stradone che collega l'aeroporto a tutta la costa, nel mezzo di una pianura desertica che si interrompe d'improvviso per dare vita all'aspro promontorio del Sinai, guardo i visi delle guardie di polizia egiziana, disseminate per tutte il territorio, mentre puntano gli occhi che fanno capolino sotto berretti neri. Penso che sono qui per impedire che un altro attentato faccia saltare in aria qualche resort pieno di occidentali demoniaci, e penso che la lotta dei terroristi - ovunque siano nascosti, poverini -tutti intenti a gettare paura come si getta la sabbia negli occhi, e' davvero penosa per la sua follia. Una follia che deriva dalla assoluta frustrazione di chi ha bombardato Cassino, o sfregia la Pieta' di Michelangelo, come se una bomba potesse azzerare mille anni di storia, o un kamikaze potesse chiudere il conto con il piu' bel fondale marino che io abbia mai visto in vita.

Come potrete fermare fiumi di persone? Come potete fermare la bellezza? Che scivola come un capitone tra le vostre mani, e miete piu' vittime delle bombe. Perche' se hai visto, se ti sei innamorato una sola volta nella vita, se hai nuotato tra questi pesci mentre le bocche di strani animali marini si aprono e si chiudono sotto le tue pinne, se hai voluto vedere una volta nascere un bambino, non potrai mai piu' tornare indietro.

L'isola di Tiran, dove oggi siamo stati, e' un pezzo di sabbia saudita, oggi e' in mano agli egiziani. Non ha niente, solo sabbia. Ma, non appena mettete la testa sotto il mare, vi troverete chilometri di coralli a pelo d'acqua, e il barracuda, la manta, il pesce pappagallo, il pesce leone - ho contato cinquanta specie differenti, poi ho abbandonato. Non si finisce di ringraziare questo mondo, per essere pieno di ogni ben di dio.

Gli egiziani sono squisiti, preparati, decorosi, e fanno qualunque cosa per far ridere un bambino. Il capitano della barca cede ad Alice anche il timone. Tu dici che ne hai uno, loro ti rispondono che ne hanno tre. Una lotta impari, per cui tra vent'anni saremo forse tutti a leggere il corano (specie perche' questi figli di troia fanno l'occhiolino a tutte le pruasone russe venute qui per farsi palpare un po' le pacche, visto che i loro mariti non lo fanno. D'altronde, poi guardi i visi dei mariti, e ti accorgi che assomigliano tutti a un mix di Putin e Bombolo, e ti chiedi: ma come potevano vincere la Guerra Fredda? Mah...)

In bocca al lupo Genny - ma soprattutto Audrey. Alle donne che ci indicano la via. Come tutte quelle che ho incontrato. Come la Madre Terra.

Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini
Proverbio moresco

Woland

Quando Alien incontra Nessie :D

venerdì, novembre 13, 2009

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Uno degli ultimi video del mostro che da 9 mesi occupa il ventre della mia ragazza. Se tutto va bene, dovrebbe uscire tra domenica e lunedi (se non prima...).

Pestekkorna

Rischio in Afganistan

venerdì, novembre 13, 2009

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Ancora poche ore dopo la vera e propria tragedia che ha colpito Casamicciola qualcuno ha parlato di calamità naturale e di imprevedibilità dell'evento.Niente di più falso.Come ormai da anni si usa dire,l'evento e i danni che ne sono derivati "era annunciato e si poteva evitare"e la natura non ha alcuna colpa,se non quella di aver disinnescato ,con un po' di pioggia più abbondante e continua,una bomba pronta ad esplodere.E l'esplosione,i suoi effetti,si è abbattuta su un territorio....


Questa è una parte dell'articolo di Guido Leone su la Repubblica di ieri 12 nov 2010.
A parte i soggetti al plurale con il verbo al singolare,mi chiedo:cosa faranno i nostri militari sminatori nei vari teatri di guerra quando il loro capo ordinerà:"disinnescate gli ordigni "?

cesare

"Iovine e Zagaria: non valete niente"

martedì, novembre 10, 2009

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Ho appena visto la puntata di BluNotte dedicata al clan dei Casalesi. Ve la consiglio, perché e' un esempio fulgido di grande giornalismo, e racconta in modo molto chiaro la genesi e la portata di quella che non e' una chiassosa camorra, ma una delle mafie più potenti del pianeta. Nel pezzo si riaffermano alcune verita' che portiamo tutti sotto silenzio; tutti noi, che veniamo da quel mondo.

La prima, vergognosa ed agghiacciante, sancisce la generale non estraneità al mondo mafioso di molti degli ambienti che ciascun cittadino campano non solo lambisce, ma spesso vive come uno dei propri principali interlocutori. Noi, noi tutti che sappiamo che la camorra fa lo stesso numero di morti all'anno di quelli della Striscia di Gaza; noi, che non ignoriamo che la mafia casalese e' la radice dei tumori che ammazzano i figli della Campania per i liquami versati nel ventre della nostra terra; ebbene, noi non possiamo semplicemente vivere.

Guardando BluNotte, ho chiesto a mia moglie: "Quante mozzarelle abbiamo mangiato nella nostra vita?" Ricordo quando lavoravo a Marcianise - terra di mafia anch'essa - e, di ritorno a casa, passavo per Casaluce, Trentola-Ducenta, Aversa, i Regi Lagni. Nomi che ci sono tutti nella trasmissione di Lucarelli. E mi fermavo a comprare la mozzarella, quella deliziosa mozzarella di bufala, nel mezzo di terre devastate, fetide, desertiche, senza chiedere a me stesso nulla. Mangiavo, sospendendo il mio giudizio, come si fa guardando un film. Noi sappiamo. Sappiamo che la maggioranza dei mozzarellifici e' gestito in modo "colluso". Che non si apre un mozzarellificio nel casertano senza che i boss lo sappiano - ascoltate il pentito in trasmissione: tutto e' noto, al minimo dettaglio.

Parti dalla mozzarella, e passi ai mattoni che fanno la tua casa. Le strade costruite dall'oggi al domani, le autorizzazioni del circondario mai richieste, muri tirati su nella notte, e tu che passi e ti togli il cappello sorridendo per mantenere i rapporti e non rendere impossibile la tua esistenza. Io guardo dall'alto di Google Earth quella meravigliosa collina, dove un tempo crescevano ciliegi sontuosi, e vedo lamiere che fungono da tetti, e la devastazione cui non ho opposto la benche' minima resistenza, un luogo che ho scelto e che amo del quale oggi non so dire che "Ma come cacchio ho fatto a viverci?". Come ho fatto, mentre questi signori, giovani come e piu' di me, vivono sotto scorta, perche' hanno detto in faccia a Iovine e Zagaria che non valgono niente. "Andatevene: questa terra non vi appartiene".

Fortunatamente, non conduco una vita da emigrante per necessita', come facevano i nostri avi più coraggiosi. Ma, quando mi chiedono se mi manca qualcosa, rispondo "la mozzarella". Mi limita il fatto di non poterla mangiare fresca, come facevo quando vivevo in Campania. Oggi guardo gli occhi di questi uomini e queste donne - Lucarelli, Saviano, Capacchione - lucidi ma impassibili come quelli di titani che conoscono l'onore di chi parla a voce alta e vivono, come Cristo, un sacrificio in nome di quelli che, attorno, vivono e non hanno capito un cazzo. Titani che usano parabole, come il povero Gesu' che, sulla montagna, cercava di dischiudere gli occhi di quei poveri decerebrati dicendo che e' beato chi ha sete di giustizia, mentre quei poveracci non hanno saputo fare altro, nel prosieguo, che costruire una enorme chiesa ad uso e consumo dei piu' forti.

Oggi e' il caso di dire a me stesso che mangerò la prossima mozzarella solo se so, per certo, da dove proviene e chi l'ha prodotta. Io conosco internet, ho accesso all'informazione, so usare la tecnologia: la adopero per vedere se Gargano s'e' fatto male, posso farlo anche per sapere chi ha prodotto cosa. Ed' e' anche il caso di dirmi che che quell'altra, che mangiavo di ritorno dalla SS265, saporita ma forse fatta dai boss, la posso gettare nel mio personalissimo cesso esistenziale. Io non sono schiavo del latte di bufala. Anzi, non me ne fotte proprio niente, ora che ci penso.

E non voglio essere schiavo dei miei muri, e delle mie verande, e dei miei copri-porta, se questi giacciono su terreni martoriati.

E' possibile lavorare per non abituarsi piu' a nulla, per non far prevalere mai più il pericoloso tepore dell'abitudine al piu' periglioso, ma umano, vivere sul perenne chivala'. Come Lucarelli, Saviano, Capacchione. E Gesu'.

Woland

Il Servo

lunedì, novembre 09, 2009

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Chissà se, prima di andare in onda stasera, Augusto Scodinzolini abbia compiuto qualche rituale, tipo urlare "BANZAI" come i kamikaze giapponesi o qualcosa di altrettanto folkloristico...
Perché, da bravo e fedele cane, si è immolato per il suo padrone, in diretta nazionale al TG1 delle 20:30, in un'agghiacciante editoriale a difesa dell'immunità parlamentare.

Solitamente non guardo i TG, stasera è capitato è ne sono contento perché penso che di aver assistito ad uno dei punti più bassi che la dignità (pseudo)umana possa raggiungere.

Per chi non ha potuto goderselo, eccolo qui




"c'è gente che pagherebbe per vendersi" (V. Hugo)

E-TIGER

Lotta (frustrata) contro il futuro

lunedì, novembre 09, 2009

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Oggi leggo sul corriere (udite udite!) un articolo assai interessante. Provenendo da cotanta testata, specie negli ultimi tempi, non puo' non esservi un sapore amaro nell'affermarlo, tant'e' vero che l'articolo rappresenta - a mio avviso - un esempio chiarissimo di pensiero vetusto ed incartapecorito.

Il pezzo, a cura di Massimo Mucchetti, si inserisce in una piu' ampia azione del giornale che, da qualche tempo, cerca di screditare, seppur poco alla volta, il portale, specie in seguito alle note vicende che hanno visto l'antitrust italiano attaccare Google. Avete capito bene: l'antitrust, in un paese in cui esiste Berlusconi, indaga su Google. In breve: i giornali se la prendono a male perche' su Google puoi cercare liberamente informazioni fornite dalle testate giornalistiche, senza passare per il sito dei giornali stessi.

Nel Belpaese, su Google indaga l’Antitrust. Gli editori lamentano una distorsione della concorrenza del mercato della pubblicità online a opera di Google News. Il portale segnala le prime righe di articoli di giornali e agenzie ai quali l’internauta può poi accedere sui siti che li pubblicano, ma senza passare dalle homepage dove si concentrano i banner pubblicitari. Google News non paga nulla a chi produce le notizie sopportandone i costi e non dà garanzie sul loro utilizzo. Naturalmente, gli editori potrebbero impedire a Google News l’accesso ai propri siti, ma siccome l’algoritmo di Google è unico, escludendo Google News farebbero uscire i propri siti dal grande motore di ricerca rischiando così di perdere troppo traffico. Google sta così diventando una specie di infrastruttura intelligente nell'infrastruttura di base delle telecomunicazioni. E per la sua natura globale pone problemi nuovi ai regolatori nazionali e comunitari.

Sorvolo sulle osservazioni di carattere fiscale - non so cosa Google faccia per pagare meno tasse, ma stento a credere che sia il maggior evasore fiscale d'Italia, in tutta onesta' - e mi soffermo sul concetto sopra espresso. In pratica, Mucchetti critica Google perche' si e' surrettiziamente imposto come infrastruttura obbligata per chi offre informazioni. Il giornalista dice: io lavoro, investo per dare notizie che poi Google indicizza gratuitamente per l'utente finale. Se l'utente non passa neanche sulla pagina del giornale, io ho lavorato a vuoto. Tuttavia, come editore, non posso esimermi dal rimanere sulla piattaforma Google, perche' ormai tutto il mondo ci sta sopra, e se ne esco, muoio.

Il concetto, a mio avviso, e' proprio quello opposto: Google concede gratuitamente all'utente la ricerca delle informazioni - perche' propone pubblicita' sulla propria. Il giornalista deve metterci dei soldi per cercare notizie, ovviamente; ma non deve cercare il guadagno quando l'utente usufruisce della notizia, ma a monte: chi e' interessato, paga un tot per finanziare tizio o caio nel proprio lavoro di reporter, o di direttori di testata.

Caro Mucchetti, mettitelo in testa: nel nuovo mondo - di cui Google e' simbolo - le persone non pagano l'infrastruttura (ovvero l'accesso alla notizia) ma il servizio (ovvero il lavoro di chi cerca e scrive la notizia), perche' questo garantisce maggiore democrazia, accesso a bassissimo costo e meritocrazia (se sei bravo, pagheranno per leggerti).

Un semplice esempio: prima di una settimana fa, non conoscevo Lisa Hannigan, di cui ho scritto in un post precedentemente. L'ho ascoltata per la prima volta su Grooveshark, un sito su cui puoi gratuitamente creare la tua playlist e ascoltare qualunque brano. Di piu': Grooveshark ha un bottone "Radio", premendo il quale l'utente lascia che sia la piattaforma a suggerirti pezzi che, stando ai tuoi gusti musicali, potrebbero interessarti. E cosi' e' stato.

Morale della favola: io non ho pagato nulla a Grooveshark per ascoltare il brano e per il "suggerimento". Ma ho acquistato due biglietti per il concerto di Lisa Hannigan ad Ennis, il 7 dicembre p.v. Soldi che, in parte, andranno direttamente nella tasca della cantante.

Mettetevelo in testa: questo e' il domani. Ed e' iniziato quindici anni fa.

Woland

la gara delle stronzate

lunedì, novembre 09, 2009

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GR regionale della Campania delle ore sette e venti del 9/9/2009:INFLUENZA A,morto uno dei neonati ricoverati al Santobono,ma era negativo al tampone.
Domani mi aspetto:INFLUENZA A morto GIULIO CESARE ,ma la colpa è di Bruto

cesare

Giornalismo serio

venerdì, novembre 06, 2009

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Woland

Quando il napoletano serve

giovedì, novembre 05, 2009

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Dispiace che un professionista come Gian Antonio Stella (sul Corriere della Sera di ieri) faccia affidamento su di una intervista pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre, manipolata in modo evidente in cui non ho mai dichiarato che lo stipendio di politico non mi basta, così come non mi aspettavo che si continuasse la prassi giornalistica di estrapolare alcune affermazioni dal contesto nel quale erano inserite. Quest’anno, come deputato, ho presentato 5 proposte di legge, tre sulla pedofilia, una contro la pirateria e una sullo spettacolo, ottenendo una legge che istituisce la giornata nazionale contro la pedofilia, uno dei pochissimi (purtroppo) disegni di legge di iniziativa parlamentare andati a buon fine. La mia lotta per i fondi per lo spettacolo è stata appoggiata da uno schieramento bipartisan, così come la mia attività di imprenditore dello spettacolo porta lavoro a decine di donne e uomini che lavorano in campo culturale, in un Paese ancora incapace di valorizzare appieno il proprio patrimonio e le proprie eccellenze. Impegni antecedenti la mia candidatura hanno ostacolato per brevi periodi la mia presenza in aula. Questo non giustifica le mie assenze, che sono al 50%, e per questo il mio impegno nel prossimo futuro sarà di ridurle quanto più è possibile. Forse il momento sarebbe maturo per non cedere a facili populismi, a favore di un impegno concreto e reale per il miglioramento del nostro Paese, come nel mio piccolo sto cercando di fare.


Questa la lettera di risposta di Barbareschi al Corriere, che aveva semplicemente riportato alcuni dati relativi all'assenza, nella meta' delle sedute al Parlamento, del signor deputato - lo stesso che diceva "consecutio tempore", come voi ben sapete.

A questa risposta, data da un classico uomo italiano di successo, di cultura del tutto inconsistente, il cui apporto al mondo del teatro e' pari a quello di Scansiani a quello del calcio, e i cui studi profondi si fermano alle sempreverdi filastrocche di Gianni Rodari, vorrei rispondere cosi':

MAVAFANUPOCNCUL.

Perche', sinceramente, ora avete proprio rotto i maroni. Non valete una mazza, e vi permettete anche di parlare. Ma taci, capra. Lievt chiull sicario a vocc e ffa l'omm, miezu scem.
(ha fatt a legg 'ncopp a pedofilia. Ma va jetto sang, va...)

Grazie.

Woland

Le perle di Repubblica

giovedì, novembre 05, 2009

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Appena l'ho letto ho pensato subito a qualche arma fantascientifica tipo Star Trek!
E in effetti non sono andato molto lontano dalla realta' ;)

E-TIGER

Come si cammina

giovedì, novembre 05, 2009

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Rimarra' un dolce segreto, avvolto tra i meandri della natura, la genesi di queste voci che prendono forma da questo pezzo di terra ai confini dell'Europa. A volte, quando la pioggia scende silenziosa - la famosa "pioggia invisibile", quella che si nota solo in controluce e che puo' bagnarti le mutande in pochi secondi di esposizione - sui prati, tra le mucche, vicino al mare, nei pub, puoi tentare di capire come vengono fuori queste donne con le chitarre, gli xilofoni, i glockenspiel, le fisarmoniche. Quasi che piu' tu sei dimenticato, piu' canti per farti sentire.

A volte, queste voci esili, apparentemente tristi, possono fare luce sul nostro cammino. Dove a volte ci sembra di incontrare di continuo bivi che ci costringono a prendere o lasciare. Si prende con la speranza di non lasciare troppo, cercando disperatamente di ricordare il tragitto che immaginiamo di fare a ritroso, prima o poi. Ci illudiamo di poterlo ripetere a occhi chiusi. Ma, tanto, non e' quello cio' che conta.

Ho, accanto alla mia fedele tazza del water, un nuovo libro da affrontare. Di Chatwin, "Le vie dei canti", il cui scopo dichiarato e' capire perche' ogni uomo non e' mai felice dove sta, e vuole muoversi. Perche' nemo proheta in patria? Chatwin scriveva quanto segue in un libro dal titolo eccezionale, "Anatomia dell'irrequietezza":

"Tutte le nostre attività sono legate all'idea del viaggio. E a me piace pensare che il nostro cervello abbia un sistema informativo che ci dà ordini per il cammino, e che qui stia la molla della nostra irrequietezza. L'uomo ha scoperto per tempo di poter spillare tutta questa informazione d'un colpo, manomettendo la chimica del cervello. Di poter volare via in un viaggio illusorio o in un'ascesa immaginaria. Di conseguenza gli stanziali hanno ingenuamente identificato Dio con il vino, con l'hashish o con un fungo allucinatorio; ma di rado i veri vagabondi sono caduti in preda a questa illusione. Le droghe sono veicoli per gente che ha dimenticato come si cammina".

E cosi', spero di regalare alla mia meta' un paio di biglietti per andare ad ascoltare questa magnifica Lisa Hannigan al teatro Glór di Ennis - visto che il nostro viaggio ci ha regalato il privilegio. E su queste note che sanno di pioggia, posso andarmi pure a cucca', come dice Alice.

Woland

L'ondhon e' il nostro problema

mercoledì, novembre 04, 2009

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Il tizio alla fine e' veramente agghiacciante. Non sono neanche riuscito a ridere. E' stato come guardare il mio volto putrefatto tra duecento anni.

Queste persone votano. Tutte.

Woland

Anche Bersani ha la "croce-fissa"

mercoledì, novembre 04, 2009

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Io sono in trepidante attesa di qualche segno da parte del neo-leader del PD, basta che non sia il presunto dialogo con il pedonano sulle riforme. Per non farmi annoiare troppo, e anche per darmi qualche indizio, Bersani ha pensato bene di esprimersi in maniera piuttosto superficiale sulla sentenza della Corte Europea di Strasburgo, a proposito del crocifisso esposto nelle aule scolastiche.

La sua uscita, "il crocefisso non offende nessuno", e' davvero sciocca, qui nessuno si sente offeso, il suo sembra il repertorio classico di chi non vuole prendere posizione per non scontentare nessuno, in fondo, riflettendoci bene, e' lo specchio perfetto del vuoto pneumatico rappresentato finora dal PD stesso!

Invece, mi avrebbe fatto molto piacere se lui avesse detto altro, se si fosse distinto dagli altri politici, ai quali la questione interessa meno di zero, come scrive oggi un ottimo Filippo Facci... (a cui bisogna pur dare soddisfazione quando la merita ;))

E-TIGER